Facebook.

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Prima di leggere questo mio commento semiserio su Facebook vi invito a guardare questo video:

 

 

Mi voglio scusare per l'abuso di parole inglesi e relative italianizzazioni che troverete nelle prossime righe: purtroppo non esistono sinonimi  e se esistono pochi ne conoscono il significato.

Bisogna ammettere che se si viene risucchiati nel vortice dei vari siti di social networking non si finisce più. Ne cito almeno una mezza dozzina a memoria: Facebook, Hyves, tagged, Myspace, Linkedin, adultfriendfindler (questo e' l'unico che mi piace, serve per trovare persone nella tua zona che vogliono fare le maialate). Ci sono poi siti dedicati solo a gente che condivide gli stessi interessi o appartiene allo stesso gruppo sociale, dagli ebrei ultraortodossi agli aspiranti scrittori. Altre web community nascono per chi cerca lavoro e motori di ricerca specializzati hanno le loro versioni di pseudo Facebook che permette a gente che svolge la stessa attività di scambiare esperienze e opinioni. Così i ricercatori, i medici o chi opera nella ricambistica industriale creano il proprio giro di contatti. Non menzioniamo i forum e le chat, fenomeno già presente da molto più tempo: uno tra i più frequentati e' Italians sul Corriere della sera che ormai ha dieci anni e centinaia di migliaia di contatti al giorno.

C'è però una ovvia differenza tra i forum e le chat e Facebook e affini: i primi si rivolgono a gente che non si conosce ma che condivide qualche interesse ed ha bisogno di trovare altre persone, in ogni parte del mondo, che vogliano parlare di quello. Sono la prosecuzione virtuale di ciò che e' sempre esistito: il club. Infatti il forum e le chat on line nascono nei paesi anglosassoni che hanno una forte tradizione di questo tipo, basti pensare a Phileas Fogg, il protagonista del "Giro del mondo in 80 giorni" che lancia la sua scommessa giocando a twist con gli altri soci.

Facebook invece serve a mantenersi in contatto con gente già conosciuta e altrimenti persa di vista: il compagno di scuola, la ragazza bellina con cui si e' fatta la stagione al ristorante questa estate, il professore di università che vi ha tanto aiutato. Tutta gente che magari avete ritrovato in rete dopo anni. A me e' capitato di vedermi con un mio compagno di liceo il mese scorso. Per mezzo di Facebook abbiamo scoperto che entrambi viviamo in Olanda. Ho passato una bella serata in un ristorante di Utrecht potendo parlare nel mio amato dialetto e vedendo come si cresce e un po' si matura. Eppure molte persone non amano Facebook perché lo ritengono pernicioso per i contatti umani. Io stesso non ne sono un grande sostenitore perché al di là della rimpatriata con un vecchio amico, ho notato un notevole intasamento della posta elettronica con inviti, regali, commenti e cazzate varie che mi fanno perdere un sacco di tempo. Ripensandoci meglio comunque credo che non sia lo strumento ma l'uso che spesso e' sconsiderato e volgare: Facebook è come la polvere da sparo. Inventata dai cinesi per fare i fuochi d'artificio e poi utilizzata dagli europei per i fucili. E' sbagliato dunque Facebook o l'uso che se ne fa? Parlavo con Jarin, (via MSN n.d.r), e mi diceva che tanta gente che su Facebook ti inonda di messaggi e stronzate, nella vita reale non ti dice ciao neanche se ci vai a sbattere. Ci sono collezionisti di "amici". Io stesso ricevo inviti da taluni di cui non ricordo la faccia, probabilmente perché non la ritengo così importante. E' però vero che mi permette di rimanere in contatto con tanti altri che ricordo con piacere e che non ho sempre occasione di salutare nei miei sporadici e troppo brevi viaggi in Italia. Altra gente ruba l'identità' altrui. Molti lo usano per spamming o propaganda politica, religiosa o addirittura truffe. Alcuni hakers fanno viaggiare virus telematici mediante questi siti. Spesso i più giovani mettono in rete foto di cui si continueranno a vergognare vita natural durante. 

Facebook viene utilizzato da tre su quattro adolescenti fra i 12 e i 18 anni. Questo vuol dire che Facebook o simili sarà nel futuro una maniera sempre più comune di socializzare, giusta o sbagliata non importa, ognuno e' figlio del suo tempo. Fra qualche anno questi dibattiti pro o contro Facebook saranno obsoleti e ridicoli come le pettinature dei musicisti anni '80. Non mi stupirei quando gli utenti in cerca di lavoro creeranno account  che le ditte potranno utilizzare per farsi una idea del candidato e guardare il loro curriculum. Qualcosa di simile già esiste in altri siti specializzati. Oppure che la gente rimorchi in chat o Second life  poi si "veda" su Facebook e dopo mesi di questo tipo di corteggiamento si conosca di persona. Un po' come tanti anni fa si aveva un compagno di corrispondenza in Inghilterra per praticare l'inglese e poi si conosceva durante gli scambi culturali. Il mondo cambia, non sempre per il meglio. Saremo tra dieci anni tutti bravi a parlare con qualcuno al di là della tastiera ma non con le persone a noi vicine? Ho paura di sì, già succede ma non e' colpa della tecnologia o di Facebook. E' colpa nostra e della mancanza di buon senso. Magari con le future manipolazioni genetiche nasceremo senza il gene del cancro. Speriamo che individuino presto anche quello della imbecillità. Forse saremo in grado di usare le cose con più moderazione. Non solo Facebook.

Matteo P.

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